CUB SUR Bologna ieri
Le origini
Le prime esperienze organizzate risalgono alla metà degli anni settanta, quando con la cosiddetta “svolta dell’EUR” i sindacati confederali (CGIL–CISL–UIL) sanciscono la chiusura dei consigli di fabbrica che erano, a tutti gli effetti, espressione della volontà dei lavoratori. A partire da quella svolta nella pratica sindacale si sviluppano progressivamente percorsi di sindacalismo di base in molti luoghi di lavoro pubblici e privati.
Per la costituzione della CUB (Confederazione Unitaria di Base) fu particolarmente significativa l’azione sindacale svolta da un gruppo molto consistente di ex aderenti alla FIM – Lombardia, tra cui Piergiorgio Tiboni, che rappresenteranno il motore e il catalizzatore dell’azione di moltissimi gruppi sindacali di base presenti nell’industria, nei servizi e nel pubblico impiego.
Nell’aprile del 1991, Piergiorgio Tiboni ed i compagni a lui più vicini decisero di fondare la Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti (FLMUniti), che segnò una decisiva svolta organizzativa e un’esperienza importante per i conseguenti sviluppi verso la fondazione della CUB. Nel tempo si costituiranno diverse federazioni sindacali di categoria che, il 22 gennaio 1992, si uniranno per costituire la Confederazione unitaria di base. A quel percorso aderisce anche la Federazione delle rappresentanze sindacali di base, RdB, la quale mantenne però la propria struttura organizzativa.
Va rilevato che la CUB è l’unica confederazione maggiormente rappresentativa a non aver sottoscritto il Patto di luglio 1993, e che da allora è sistematicamente esclusa da ogni confronto negoziale generale. In pochi anni l’organizzazione diviene la quarta confederazione sindacale del Paese; nel 2000 ottiene un posto nel CNEL, che mantiene fino al 2017 e si espande in tutte le categorie. In particolare, si diffonde tra i metalmeccanici, nei trasporti, nei chimici, nel commercio.
La confederazione si finanzia esclusivamente col contributo versato dai lavoratori iscritti e con sottoscrizioni effettuate in occasione d’iniziative o di utilizzo dei servizi.
Nel 2009 parte della componente RdB ha avviato un percorso di scissione, terminato nel 2010 con la fuoriuscita di RdB dalla CUB e la costituzione di una nuova confederazione sindacale denominata Unione Sindacale di Base (USB).
Nel febbraio 2011 la CUB ha partecipato alla costituzione della Rete dei sindacati europei alternativi e di base cui aderiscono anche: USI (Italia), SISA (Italia), Solidaires (Francia), CGT (Spagna), Confederacion Intersindical (Spagna), IAC (Catalogna), SUD Canton de Vaud (Svizzera), FAU Berlin (Germania), TIE (Germania).
L’esperienza in Emilia Romagna
L’esperienza di RdB-CUB a Bologna si inserisce nel più ampio percorso del sindacalismo di base nato come alternativa ai sindacati storici (CGIL, CISL e UIL), a causa della loro deriva concertativa e della loro scarsa conflittualità nei confronti delle controparti datoriali. RdB nasce, dunque, anche con un forte radicamento nei settori della pubblica amministrazione, in particolare presso il comparto scuola, nella sanità, nei trasporti, così come presso le cooperative del territorio.
La CUB si caratterizza per essere completamente autonoma, fin dall’inizio, da padronato, governi, partiti, istituzioni e lobby ed esprime la propria iniziativa in modo partecipato e democratico, affinché siano sempre i lavoratori a decidere sulle questioni che li riguardano direttamente. Il tratto peculiare dell’identità dell’organizzazione è la pratica del conflitto e il rifiuto della concertazione.
A Bologna, RdB-CUB si consolida come una presenza significativa soprattutto presso l’Università di Bologna ed è protagonista di numerose iniziative e mobilitazioni, tra cui:
- la difesa del salario accessorio e dei diritti acquisiti dal personale universitario;
- l’organizzazione di scioperi e manifestazioni contro i tagli al personale e le politiche di precarizzazione;
- la partecipazione a tavoli di contrattazione, distinguendosi per una posizione di netta contrapposizione rispetto alle logiche di appiattimento dei sindacati confederali;
- il consolidamento di una forte rete di rappresentanza tra i lavoratori, soprattutto grazie all’azione delle RSA (Rappresentanze Sindacali Aziendali), che consentivano una presenza capillare nei luoghi di lavoro.
L’esperienza autonoma di UdB presso l’Alma Mater
Quando nel 2010 una parte di RdB fonda l’Unione Sindacale di Base (USB), nel territorio bolognese si provoca una frattura e i rappresentanti RdB dell’Università di Bologna avviano un percorso autonomo che porterà alla nascita dell’UdB (Unione sindacale di Base), distinguendosi per un forte radicamento tra il personale tecnico-amministrativo (TA), per l’adozione di un modello organizzativo conflittuale e autonomo, in linea con i principi della CUB, e per un significativo consenso tra i lavoratori, culminato nella vittoria in un referendum sul valore del buono pasto (si passò da circa 5 euro agli attuali 7 euro).
La nuova Legge sulla rappresentanza del 2014, avallata in un silenzio surreale dai sindacati confederali (CGIL, CISL e UIL), mette in crisi l’esperienza UdB. Questa Legge impone nuovi criteri di misurazione della rappresentatività, limitando ancora di più l’agibilità dei sindacati di base nei luoghi di lavoro, esattamente con l’introduzione della RSU, a discapito dei comitati di fabbrica (poi RSA). Proprio per questo, sulla base di un percorso iniziato l’anno precedente, il gruppo UdB decide di confluire nella CUB, terminando così la propria esperienza autonoma. La scelta di ritornare alla CUB viene motivata dalla volontà di mantenere un percorso di sindacalismo di base indipendente, coerente con le radici e i principi storici della Confederazione. Non tutti però scelgono questa strada. Alcuni delegati UdB decidono di prendere una direzione opposta e si affiliano alla CGIL.
Il consolidamento della CUB a Bologna
La CUB SUR presso l’Alma Mater eredita quindi l’esperienza e il consenso costruiti dall’UdB, mantenendo un approccio autonomo, conflittuale e partecipativo. Nel periodo fra il 2014 e il 2019 vi è una forte espansione che porta al diversificarsi delle esperienze e ad ampliare la propria rete al territorio regionale, sia nei settori di lavoro privati che presso Poste e sanità.
Con il congresso del 2022, abbandonate le esperienze precedenti che riguardavano anche l’ambito dei servizi fiscali, la delegazione CUB SUR ha scelto di tornare a concentrarsi esclusivamente sull’Università di Bologna.