Care colleghe, cari colleghi,

da circa un ventennio, seguendo le perverse logiche direzionate verso un modello privatistico del sistema pubblico, si è assistito ad un incessante sviluppo dei sistemi valutativi del personale TA. Anche il nostro Ateneo ha voluto fare la sua parte, adducendo per giunta come obiettivo teorico il rafforzamento della motivazione a lavorare nonché una presunta utilità delle valutazioni in termini di crescita professionale e addirittura personale.

CUB ritiene che, attraverso questa tendenza, si voglia, ancor più, arrivare a ridisegnare le Università come delle Aziende, in cui tutto è sottoposto a un sistema piramidale di “controllori”, che vorrebbe generare meccanismi premiali con l’obiettivo, neppure troppo recondito, di scollare la solidarietà e la coesione dei/delle lavoratori/lavoratrici, indebolire le lotte sindacali e far lavorare tutte e tutti ancora di più.

In un contesto lavorativo sempre più caotico, le costanti riorganizzazioni attuate dalla Governance Molari, nel distorcere gli assetti strutturali e le dinamiche di coordinamento tra le varie attività, hanno inasprito gli umori di chi ogni giorno lavora, per di più dopo aver ignorato le proposte dei lavoratori stessi. Per cui si naviga a vele spiegate verso un impianto sempre più aziendale, rigido e verificato/verificabile, volto a creare un clima competitivo e di odiosa rivalità fra colleghe/i, sempre più pesante e faticoso, ma proprio per questo funzionale ad aumentare i ritmi di lavoro e ad abbassare la tenacia oppositiva del personale TA, che viene costantemente mortificato. Anche perché in base ai diktat della Direzione i giudizi comunque devono continuare ad essere il più possibile bassi… e insindacabili!

Da questa pericolosa questa deriva, discendono oggi varie conseguenze negative riguardo ai possibili aumenti stipendiali e quant’altro (sui nuovi criteri di attribuzione PEO confronta: link), attuate con il supporto delle Organizzazioni Sindacali storiche e rappresentative, che fanno da sponda alle politiche datoriali. Di più, proprio queste ultime a dicembre scorso hanno taciuto quanto ci hanno comunicato che Unibo passerà da un già discutibile sistema di misurazione dei comportamenti individuali ad una valutazione forse ancor meno oggettiva basata su indicatori di performance organizzativa. Infatti, già da inizio 2025 si sta sperimentando una nuova valutazione che muove dagli obiettivi strategici delle Aree e dei Dipartimenti, senza che sia precisato come saranno ripartiti tali obiettivi all’interno degli uffici e dei settori. Ciò significa, ancora una volta, avere mano libera nelle “pagelle” con margini di discrezionalità e giudizi magari basati su aspetti soggettivi (quali aprioristiche aspettative ovvero opinioni individuali se non, addirittura, condizionate da antipatie o simpatie, ripicche o altro), esponendo nuovamente chi lavora alla percezione del suo valutatore e non all’effettivo impegno quotidiano.

Va detto che secondo la buona regola di opportunismo di questo Ateneo l’ultima Direttiva del Ministero della Funzione pubblica (cfr: link) è stata recepita solo parzialmente e, guarda caso, ancora una volta non verrà adottata proprio nella parte in cui prevede la possibilità di valutazione “dal basso all’alto”, ovvero verso i dirigenti di struttura, che mai possono essere soppesati dai “sottoposti” considerati invece bimbi cui dare una pagellina.

CUB, che si è sempre opposta al sistema delle valutazioni e continuerà a farlo, è convinta che il personale TA vada motivato nel fare quotidiano, attraverso un’organizzazione sana, in cui i pesi e le misure sono distribuiti in modo corretto e equo, e tramite una piena fiducia operativa, perché in fondo, sono gli “operai” che più dei “padroni” sanno come funzionano le “catene di montaggio”.

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L’attuale RSU disattendendo le proprie prerogative (vedi CCNL del 18 gennaio 2024) lascia spazio a forme di accanimento e altre angherie: il datore di lavoro (indisturbato) ha di recente sostanzialmente precluso ogni forma di impugnazione delle valutazioni sopra il 3 (soglia della sufficienza).

Per noi di CUB è invece urgente individuare delle modalità di appello rispetto alle valutazioni non congrue, anche per quanto concerne il rilievo ai fini PEO. Per attuare questa tutela occorre una nuova RSU!

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Alle elezioni RSU del 14 15 e 16 aprile
VOTA per TE, VOTA per TUTTE/I NOI,
VOTA per CUB!

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