Care colleghe, cari colleghi,

come vi avevamo accennato (link), in data 9 dicembre 2024 le parti sindacali hanno ricevuto un’informativa in relazione all’aggiornamento del Regolamento del servizio di custodia e degli alloggi di servizio.
Al fine di consentire una valutazione approfondita del potenziale impatto delle modifiche proposte abbiamo subito chiesto di entrare nel merito della discussione, in quanto il nuovo Regolamento modificava sostanzialmente alcuni aspetti condivisi con il tavolo sindacale nel 2011/2012.

Nonostante fosse stato calendarizzato un momento di analisi del tema nell’ambito del tavolo sindacale convocato per il giorno 11 dicembre 2024, non c’è stato alcun dibattito e neppure un rinvio a un successivo incontro tecnico e così, nella seduta del 18 dicembre seguente, il Consiglio di Amministrazione ha pensato di approvare senza obiezioni il nuovo testo. Abbiamo poi appreso da alcune comunicazioni sindacali che almeno il solito sindacato aveva “siglato il Regolamento sul Portierato” (che però è tutt’altro) predisposto dall’Amministrazione, senza un confronto con la RSU d’Ateneo e, soprattutto, senza idonee informazioni alle/ai colleghe/i interessate/i.
Il Regolamento è stato poi firmato dal Magnifico Rettore esattamente a San Silvestro con pubblicazione e vigenza dal 1° gennaio 2025.

Il risultato è stato quello di avere un Regolamento comunicato alle/ai titolari dei contratti di custodia a cose fatte, con tanti dubbi e tante perplessità su vari aspetti di cui si sarebbe potuto discutere in modo approfondito. A ben vedere, pare che il grosso problema della Governance siano il randagismo animale e il peregrinare umano, con il risultato di un testo ridondante, prolisso e farraginoso, dal tenore securitario, oltre che infarcito di cavillosità e obblighi in larga parte eccedenti le finalità vere e proprie di un contratto di custodia.

Qui alcuni esempi:

  • la pretesa “gratuità” più volte asserita che, rispetto all’alloggio, non è una regalia come viene evidenziato nel nuovo testo ma rientra nei parametri di un normale contratto di custodia;
  • l’applicazione di una penale stabilita in € 50,00 per ogni giorno di ritardo nella riconsegna dei locali in caso di cessazione della custodia non solo per motivi soggettivi (es. pensionamento del custode) ma anche “oggettivi”, i quali però sono decisi unilateralmente dall’Amministrazione;
  • rispetto al precedente paradigma, se l’alloggio a disposizione è piccolo ma la famiglia è numerosa, si formalizza, quasi nero su bianco, la prospettiva di un’automatica esclusione;
  • in più parti sono elencate funzioni di vigilanza e obblighi di intervento su eventuali intrusioni notturne di persone e animali randagi, senza però chiarire le tutele per l’incolumità di lavoratrici e lavoratori; mentre per il regime diurno si parla di impedire l’accesso a “mendicanti, suonatori, venditori ambulanti e persone sospette” (concetto assai vago), dimenticando che i custodi non hanno funzioni di polizia o di guardia armata e dimenticando che l’Università è uno spazio libero;
  • tra i vari obblighi appare anche quello di “tenere un contegno serio e cortese con tutti astenendosi da sconvenienti familiarità”, mentre tra gli accolli quello di non accettare mance (qui anche noi scherziamo ovviamente), insomma quasi a sancire una nuova aura di regolamento morale.

Ma c’è di più… non si comprende come saranno regolate le interferenze con i contratti di custodia in corso. È possibile pensare che si intenda dare effetto retroattivo alle nuove regole, così da andare a ledere diritti acquisiti da chi è già custode e quindi doppiamente soggiogato (lavoro/abitazione) dal datore di lavoro?!

Infatti, in merito a posticipare l’applicazione del Regolamento si fa riferimento solo a vaghe “esigenze organizzative”, le quali somigliano ad atti di forza che lasciano mano libera alle/ai vari Responsabili anche a discapito degli interessi legittimi delle/dei custodi financo dentro la loro abitazione, ovvero dentro la loro vita privata.

***

Al momento le conseguenze del Regolamento non sono ancora visibili a tutte/i, ma siamo solo all’inizio! Tra le bizzarrie segnaliamo il nuovo divieto di “tenere nei locali assegnati e negli spazi adiacenti, animali o cose che possano arrecare danno alle persone e/o alle cose”.

Rimaniamo in attesa che l’Amministrazione fornisca i chiarimenti applicativi sul nuovo Regolamento che noi di CUB abbiamo per tempo richiesto anche per scongiurare attacchi alle/ai custodi tramite atti di imperio e/o procedimenti disciplinari. Al contempo rassicuriamo tutte/i rispetto al divieto di detenere animali, che ci è stato assicurato riguardare “solo quelli feroci”.

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